“Tableau vivant”: racconto di un’emozione

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Scritto da Laura Lanari

Categoria

Data

Aprile 12, 2017

Quando si lavora in un museo, avresti modo di scrivere ogni giorno il racconto di un’esperienza emozionante, di un incontro bizzarro o di un momento particolarmente significativo per il tuo lavoro.

Abbiamo deciso di scegliere solo i racconti migliori e iniziamo questa sorta di “rubrica” parlandovi dell’esperienza che finora ci ha segnato più di tutti!

Vi illustreremo un esperimento per il coinvolgimento emotivo del pubblico: 

  • la realizzazione del “tableu vivant” dell’opera “Il giuramento degli Anconetani” di Francesco Podesti nel contesto della Civica Pinacoteca di Ancona (sotto il quadro originale e in copertina la foto del “tableau vivant”)

 Rappresenterei il momento in cui nel Consiglio ancora il Vecchio non tace e già eccitati gli animi di tutti a generosa immaginazione, fidenti nella divina misericordia, vengono i messaggeri cacciati, e i cittadini giurano, o di salvare la patria o di morire. Esprimerei le diverse passioni, lo sdegno, la disperazione, la fierezza degli uomini pronti a combattere ed a morire, la gioia e lo sgomento delle madri, delle mogli e delle figlie per la terribile risoluzione, lo stupore e la rabbia dei messi per tanto coraggio in tanta estrema miseria. La gioventù baldanzosa, la vecchiaia che rivive alla gloria, il valore, l'amore, la povertà, la fame, tutto si unirebbe a far grande ed interessante il soggetto, a preferenza di molti altri, come per se stesso eloquentissimo ed eminentemente drammatico.

L’opera che abbiamo preso a soggetto per il nostro progetto ha un valore simbolico molto importante per la città di Ancona perché rappresenta un momento storico davvero delicato: l’assedio della città del 1173 da parte di Federico Barbarossa.

Tutte le fonti concordano che la capitolazione di Ancona venne scongiurata solo grazie al coraggio e alla determinazione degli anconetani.

 

Il dipinto viene così descritto dall’artista che lo realizzò nel 1850:Rappresenterei il momento in cui nel Consiglio ancora il Vecchio non tace e già eccitati gli animi di tutti a generosa immaginazione, fidenti nella divina misericordia, vengono i messaggeri cacciati, e i cittadini giurano, o di salvare la patria o di morire. Esprimerei le diverse passioni, lo sdegno, la disperazione, la fierezza degli uomini pronti a combattere ed a morire, la gioia e lo sgomento delle madri, delle mogli e delle figlie per la terribile risoluzione, lo stupore e la rabbia dei messi per tanto coraggio in tanta estrema miseria. La gioventù baldanzosa, la vecchiaia che rivive alla gloria, il valore, l’amore, la povertà, la fame, tutto si unirebbe a far grande ed interessante il soggetto, a preferenza di molti altri, come per se stesso eloquentissimo ed eminentemente drammatico.”

Il progetto per la realizzazione del “tableu vivant” rappresenta una tappa determinante per l’avvio del nostro lavoro presso i Musei Civici di Ancona. 

Premessa: la Pinacoteca “F. Podesti” è stata chiusa, dal 2012 al 2016, per lavori di ristrutturazione. Una volta riaperta abbiamo riscontrato la necessità di creare un nuovo legame affettivo con la cittadinanza impostando tutta una serie di azioni con una visione nel breve e medio periodo.

Perché un Tableau Vivant? 

Perché volevamo portare i cittadini a riconoscersi nel patrimonio storico-artistico e a diventare essi stessi promotori del Museo inteso come Istituzione della collettività. Volevamo rilanciare una nuova comunicazione collettiva che rendesse protagonisti i cittadini e l’arte in un attualizzato legame.

Gli obiettivi dell’operazione che vi stiamo illustrando erano rivolti a:

  • coinvolgere attivamente il pubblico nel processo creativo
  • rafforzare il legame affettivo della cittadinanza nei confronti del museo
  • dimostrare come il museo possa essere un luogo di convivenza tra passato e presente

 

Per fare ciò abbiamo impostato l’organizzazione del progetto secondo le regole di un gioco, che sono state vissute dai partecipanti in maniera del tutto spensierata ma allo stesso tempo impegnata e ricca di contenuti trasversali. Tra le 80 persone coinvolte vi erano oltre 30 ragazzi dai 15 ai 18 anni che spontaneamente hanno partecipato e si sono lasciati trasportare da questa esperienza.

I partecipanti erano suddivisi in gruppi e ogni gruppo aveva il proprio ruolo:

  • Attori, Fotografi, Tecnici delle luci, Tecnici della post produzione, Costumisti, Videomaker e Truccatori

 

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  • Il risultato è stato presentato, in occasione dell’anniversario della nascita dell’artista Francesco Podesti ed è stato lanciato sui social network con un’operazione di storytelling attraverso l’ausilio di video interviste che interrogavano la città sulla conoscenza dell’artista, delle sue opere e della Pinacoteca.

 

Il giorno dei festeggiamenti, è  capitato di martedì pomeriggio alle 18:00, nonostante ciò la Pinacoteca era colma di gente, oltre 200 persone sono accorse per conoscere il risultato di questa operazione; alcuni negozianti hanno addirittura chiuso il loro esercizio per essere presenti. Inoltre, il progetto, è stato presentato come caso di interesse alla terza edizione del corso di formazione MUSEI EMOTIVI dell’ Università di Firenze e il centro di ricerca Nemech.

Evidentemente gli stimoli che stiamo ricevendo a livello nazionale, e non solo, ci hanno spinto  a lavorare in questa direzione, come ad esempio l’ultima campagna promozionale del MiBact “L’arte ti somiglia” e la produzione artistica di Bill Viola, attualmente in mostra a Palazzo Strozzi a Firenze.

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Qui sotto potete vedere uno dei video che hanno lanciato l’evento di presentazione dell’opera su facebook … Buona Visione!

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